Parrocchia san Simeone profeta
(Sala di Caserta)



Le NEWS della parrocchia

Notizie, avvenimenti, occasioni e circostanze. Qui troverai le notizie più importanti e gli eventi che hanno caratterizzato la vita della parrocchia San Simeone Profeta in Sala di Caserta.

Chiusura del carnevale

2008-02-06

Il martedì grasso è la festa di origini cristiane che rappresenta l'ultimo giorno di festeggiamenti prima del periodo di attesa e penitenza quaresimale. Anche Sala si è animata martedì grasso 5 febbraio: per le strade della frazione di Caserta, infatti, molte persone hanno seguito le danze del gruppo folkolristico Ariatella che, dopo molti anni di inattività, ha riproposto i balli della tradizione partenopea, con gli abiti di seta tipici della zona di "Terra di Lavoro".
Il nome Ariatella deriva dall'omonimo termine napoletano che indica l'arcolaio, lo strumento che trasforma la matassa di seta in gomitolo e viceversa. Una delle danze eseguite dai giovani si chiama O’ laccio ‘ammore e consiste in un ballo di gruppo intorno ad un palo a cui sono legati dei nastri variopinti. Durante la danza, i ballerini intrecciano i nastrini del palo eseguendo delle particolari coreografie. Lo spettacolo è suggestivo e ricorda la funzione dell'ariatella (arcolaio) che, ruotando intorno al proprio asse, forma la matassa.
Sotto la guida di Agostino Pasquariello, il gruppo ha eseguito tre spettacoli: uno in piazza san Donato, il secondo nel portone di largo Borzacchiello ed infine, l'ultimo in parrocchia. Al termine dell'esibizione in parrocchia, il maestro Agostino ha chiamato tutti i "vecchi quadriglianti" presenti nell'oratorio che, vedendo ballare al loro posto le nuove leve, hanno avuto nostalgia del loro passato. Così, i vecchi appartenenti all'ariatella hanno preso in mano i nastrini del palo, il più difficile tra i balli, ed hanno incominciato ad intracciarli al ritmo di musica. Poco importa se hanno sbagliato il ballo e ingarbugliato i nastrini: la festa è servita per riportare vicino alla realtà parrocchiale chi, per un motivo o per un altro, si era allontanato. Giunge proverbiale allora il monito di don Vincenzo: "Speriamo che questa ritrovata tradizione non sparisca nuovamente l'anno prossimo".

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